Cara mamma

cara mamma,

oggi, tornando da Catania, ho visto un aereo dell’Alitalia atterrare a Fontanarossa.

Mi sono subito tornati in mente i nostri viaggi pieni di speranza.

Ricordo quelli belli, quel ‘va tutto bene’ della dott.ssa Di Guardo, ricordo anche quello bruttissimo che ci ha messo di fronte al fato compiuto ‘La cura non fa più effetto, dobbiamo sospenderla.

Avrai provato anche tu lo smarrimento che ho provato io, come se ti girasse tutto intorno.

Ricordo la tua faccia triste, ma le tue parole sempre pacate, orgogliose, di chi non vuole fare preoccupare il proprio figlio.

Cara mamma, avevi capito sin da prima di questa visita che la bastarda malattia stava andando avanti, un pò ce l’aspettavamo, ma avevamo la speranza dei profani che sperano nella bella notizia, specie tu, forte delle rassicurazioni di padre Girella, che ti aveva infuso la certezza della guarigione. Tu, in fondo, ci credevi, hai ripetuto più volte che ce l’avresti fatta.

Quante illusioni, quante volte abbiamo provato a scalare la montagna e siamo ridiscesi, fino quasi all’inferno, all’inferno di dolore e spossatezza che tu hai patito.

mammetta cara, non riesco a farmene una ragione; quando ci penso, la rabbia riaffiora, mi sei stata strappata contro ogni logica umana.

Mi manchi tanto.

Questo blog mi da l’illusione di parlarti, chissà se mi ascolti.

Ti amo tanto

Daniele

 

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