Triste ricorrenza

Oggi 29 novembre, una volta a casa nostra era d’obbligo la telefonata d’auguri. Una volta, dopo sposati, chiamavi tu, mamma, oppure la nonna per ricordarci del compleanno dello zio. Una volta ci si riuniva per il 29 novembre a casa dello zio per spegnere tutti insieme le candeline. Una volta avevi un fratello cui volevi bene. Una volta l’hai visto come mai dalla vita ti aspettavi di vederlo. Forse quella volta hai realizzato dentro te stessa che il destino beffardo prima o poi ti avrebbe riservato la stessa sorte. Quante volte ci siamo illusi tutti noi che ti amavamo che quel tragico destino non ti riguardasse. Cara adorata mamma, non e’ giusto quello che ti e’ capitato, non e’ giusto per noi provare un dolore cosi’ atroce come quello di perdere una mamma a 71 anni. Non e’ giusto vedere tanti coetanei miei preoccuparsi di telefonare la loro mamma tutti i giorni come facevo io. Non e’ giusto provare sofferenze corporali cosi’ atroci come quelle che tu hai patito mentre nel mondo tante persone rubano uccidono truffano godendo buona salute fino alla fine. Spesso mi chiedo se la fede puo’ dare una giustificazione a tutto cio’, spesso la fede non mi aiuta a capire questi meccanismi umani legati alla casualita’ a prescindere dal merito, spesso penso che spesso l’uomo non e’ premiato su questa terra in relazione ai sacrifici alla sua buona condotta ed alle sue sofferenze spirituali e corporali. Spesso e’ difficile accettare il destino. Spesso troppo spesso non faccio altro che pensarti. Spesso troppo spesso mi manchi. Un pezzo di me e’ volato via quel 22 luglio. Ciao mamma ti voglio un mondo di bene. Tuo Mauro.

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