9 dicembre

Cara mamma,

tante cose sono accadute in questo periodo. Non ho scritto appositamente perchè avevo una grande paura che gli eventi postessero precipitare.

Papà ci ha fatto prendere un bello spavento, ma ancora non sappiamo come si evolverà la cosa. Le notizie che ci ha dato il dottore mi hanno ricordato molto quelle della Di Guardo quando ci disse che la malattia stava progredendo. Dei nostri sentimenti di panico controllato, di chi sa di doversi fare carico di un fardello pesante, probabilmente troppo.

Eppure siamo qui, a combattere, a cercare la soluzione migliore per papà, sperando che sia la migliore. Non è che la medicina ci abbia lasciato molte opzioni, solo una speranza a cui ci aggrappiamo.

La situazione di papà è tale che io non riesco a darmi aspettative.

Questi fatti stanno accadendo troppo in fretta, troppo vicini a quelli che ti riguardavano.

Ieri abbiamo fatto l’albero di Natale; sapevo che sarebbe stato triste, molto triste; solo le bambine, con le loro risate, mi hanno dato la forza di terminarlo.

Sarà il peggior Natale della mia esistenza, cara mamma, perchè tu non sarai vicino a me.

Stamattina sono stato in campagna a prendere il vino, da solo, naturalmente il mio pensiero è stato fisso su di te, sono entrato nella ‘tua’ stanza e ti ho salutato.

Poi sono sceso nella cantina, e ti ho pensato, ho posato i bottiglioni di vino a terra ed alzando lo sguardo ho notato un portachiavi che non avevo mai visto: un cuore con, al centro, scritto ‘Love’.

Anche io ti amo.

Daniele

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