Prove di normalità

Cara mammetta,

domenica, a casa tua, c’è stata una prova di normalità;

una mangiata in famiglia, con la zia e i cugini.

Le perplessità della nonna, giustificatissime e che io condivido in pieno, ancora.

A volte mi chiedo quale sia la cosa giusta, quando bisogna decidere di andare avanti.

Le feste non saranno mai più come prima, e questo è ovvio; io sento un rigetto delle feste, delle feste senza di te, e questo stato d’animo non si è ancora sopito.

Questo rigetto lo sento ancora più forte a casa tua; la nonna prova anche questo, forse, anzi, sicuramente in maniera più intensa.

Papà, invece, ha voglia di reagire; non gli do tutti i torti; sopravvivere a casa con l’ombra della nonna, perchè ormai è solo un’ombra che attende di ricongiungersi con te, il nonno e lo zio, non deve essere affatto facile.

L’età sua forse gli fa affrontare i dolori in maniera diversa da me, ma questo non mette in dubbio che gli manchi; eccome se gli manchi, l’ho visto con le lacrime agli occhi di più in questi otto mesi che in tutta la sua vita.

‘il vostro sorriso è la mia pace’; me lo ripeto spesso, so che tu non vuoi che noi perpetuiamo nella tristezza; criticavo la zia Lina che non ha mai reagito alla morte dello zio Pippo, e, più volte, ho ritenuto esagerato in papà la voglia di normalità; la verità è che qualsiasi comportamento sembra sbagliato.

Io ho una famiglia che si merita l’allegria che la ‘nostra’ grande famiglia è riuscita a darmi e quindi non mi chiuderò a riccio, perchè non lo merita, perchè tu non vuoi.

Però……a tavola, questa domenica, vedere il tuo posto occupato da Liliana, mi ha riportato alla realtà. I due posti in meno a tavola, il tuo e quello dello zio mi hanno messo un velo di malinconia.

E rabbia.

Mi manchi.

Tuo Daniele

 

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