Un’anno fa l’ultimo viaggio della speranza

Esattamente un’anno fa passavo a prenderti la mattina presto perche’ un volo ci attendeva per Napoli dove all’Istituto Pascale era stata programmata la prima infusione di Ipilimumab, ricordo le parole del dr. Ascierto che lasciavano intravedere qualche speranza di successo per le proprieta’ miracolose del farmaco e questo ci incoraggiava nel momento piu’ drammatico della lotta contro il ‘bastardo’ melanoma atteso che l’altro farmaco – vemurafebin – aveva gia’ esaurito gli effetti benefici che ci avevano portato a pensare addirittura alla tua guarigione. Ricordo il viaggio, le tue condizioni fisiche che ti avevano costretto a muoverti su sedia a ruote, eri gia’ molto debole e stremata da quella terribile malattia. Era una bellissima giornata, a Napoli faceva molto caldo, i medici e gli infermieri del Pascale erano gentili e disponibili, simpatici con quell’accento napoletano famoso in tutto il mondo, persino gli altri pazienti si accorgevano di noi e raccontando le loro esperienze ci portavano a sperare in un epiologo positivo. Invece fu la discesa negli abissi. L’indomani, a casa, gia’ peggioravi e dopo qualche giorno fu necessario un’altro ricovero ospedaliero. Poi di nuovo a casa. Sempre peggio. Fino alla fine. Siamo oramai vicini al primo anno da quanto te ne sei andata. Rimane la consolazione che abbiamo fatto tutto il possibile per strapparti a questo tragico destino. Ora non soffri piu’. Ciao mamma. Ti voglio un mondo di bene. Sempre. Maurizio

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