Lavoro

ma penso a te…

Ciao mamma,

sono davanti al pc, a fare conti per i condomini, ma i miei pensieri, come spesso accade, volano a te.

Sta passando un anno da quando non ti abbraccio, e sembra davvero un’eternità.

Mi consolo pensando che, forse, tu sei vicino a me, ora, ed in ogni momento in cui ti penso, ad ogni rumore ‘strano’ che sento.

La verità è che mi manchi e che non mi rassegno.

La prima parola che mi viene in mente quando penso a quello che ti è accaduto è sempre la stessa: ‘vaffanculo’ e, a volte, mi capita di dirla ad alta voce.

Desidero tanto rivivere i momenti in cui ero accanto a te, anche i più banali, quelli in cui non si parlava oppure in cui ci occupavamo ognuno di qualcosa, ma erano momenti in cui ti vedevo, in cui sapevo di averti.

Che brutto quando si copre che una cosa brutta è ‘per sempre’, per noi che non siamo abituati, nella vita quotidiana, al concetto di ‘definitivo’; noi che cerchiamo sempre una seconda, terza possibilità.

che la morte bastarda non ci da mai.

Ti abbraccio forte.

Daniele

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