Pensieri sparsi

Ciao mamma, ho appena finito di vedere un film che, sebbene parlasse di sentimenti e sensazioni, mi ha fatto riassaporare il sapore amaro del vederti senza forze a letto, del vederti bisognosa di aiuto anche nelle azioni più intime, quale essere pulita dai tuoi bisogni fisiologici. Non è stato bello, ma non voglio provare ulteriore tristezza. Pensavo ancora che, nonostante la sfortuna che hai avuto nel contrarre il ‘bastardo’, sei stata fortunata nel spegnerti con lo stretto conforto dei tuoi cari. La nonna non ha avuto questa fortuna; ha vissuto 99 anni, ma ha quasi assistito al preciso momento della tua dipartita e poi, poveretta, abbiamo permesso che si spegnesse, che ci lasciasse, alla presenza di una perfetta estranea. Ci saranno mille giustificazioni a questo, ma lei ha smesso di respirare da sola, in un letto di ospedale. Lei stanca, si è abbandonata in perfetta solitudine. Credo che l’esistenza non sia poi questo granché che ci vogliono far credere, forse non è un grande dono, ma un selvaggio cammino, breve, fatto di piacevoli momenti ma di tanti momenti altrettanto brutti. La vita non è un cammino ovattato, fatto di rassicuranti ‘guardarail’ che ti evitano di farti del male, ma è come camminare in un precipizio; devi fare grande attenzione perché un errore ti può essere fatale; ma non solo, basta un alito di vento, un evento esterno, un incidente, una bomba, una banale scivolata, un bastardo tumore, che la vita improvvisamente, se ne va. I progetti, le aspettative, i sogni, si sostituiscono al dolore, alla speranza, e poi al niente. Vabbè, se mi legge Barbara voglio rassicurarla, è un semplice sfogo, legato ad un momento, ad un ricordo che saltuariamente (fortunatamente) riaffiora. La vita bisogna godersela, prendere il bello che c’è. La tua dipartita mi è servita come insegnamento, nulla è scontato e per sempre. Ed ogni giorno di tristezza è un giorno buttato via. Nessuno deve avere il potere di rabbuiare il mio, il nostro umore. Ieri mattina, per la seconda volta, nelle mattinate ho avuto la chiara sensazione di essere accarezzato sulla nuca per due volte; sembrava molto reale, tant’è che mi sono anche girato pensando che fosse Barbara, ma lei stava dormendo. Sarà stata solo una sensazione, lo so che il mondo dei morti non è in contatto con il nostro, ma è bello sognare…lasciarsi andare al rassicurante pensiero che la mamma accarezzi il proprio figlio anche da così lontano, per un altra volta ancora. Mi manchi. Mi affaccio alla finestra e vedo solo il buio. Scusami con la nonna. Tuo Daniele

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